venerdì 9 dicembre 2016

Strutture turistiche ed il successo internazionale di Slow food

Slow food anche per i ristoranti degli hotel di Pisa

Sempre più hotel–ristoranti di Pisa esibiscono l’adesivo di Slow Food, con il simbolo della lumachina. Il movimento, nato in Italia nel 1989 (con attuale sede a Bra in Piemonte), valorizza e difende i valori dell’autentica cucina tradizionale, in particolar modo delle trattorie locali. Facciamo un passo indietro..;nel 1986 la Mc Donald’s voleva inaugurare un ristorante proprio nei pressi dellla scalinata di piazza di Spagna. Carlo Petrini, noto scrittore e gastronomo sconvolto a dir poco da questa notizia, decise di fondare il movimento cresciuto negli anni fino a raccogliere 100.000 associati di 150 paesi. Una vera e propria risposta energica al junk food .Quasi la metà dei soci del movimento slow food sono in Italia, pur diffondendosi ormai in molti altri paesi per l’esigenza avvertita ormai ovunque ,seguendo l’esempio italiano, di preservare le tradizioni gastronomiche locali e di porre l’attenzione al gusto del cibo e alle scelte alimentari viste anche le ripercussioni di tali scelte sul mondo.
Il ritorno al culto del cibo e la volontà di preservare le biodiversità sono scelte etico-culturali senza bandire l’innovazione se al servizio del gusto. Un’altra idea di fondo è rispettare la natura, il ciclo stagionale dei prodotti; che senso ha mangiare una fragola sbiadita e insipida a Dicembre? I ristoranti slow Food spesso si contraddistinguono per il menù scritto su una lavagna, ma non sono però necessariamente economici, e ciò proprio perché privilegiano la cucina tradizionale e i cibi stagionali e genuini. Per informazioni sui ristoranti aderenti e altre informazioni basta andare sul sito www.slowfood.com; Seguendo questa scia è nato a Greve in Chianti un altro movimento internazionale, Città Slow,e anche in questo caso si cerca di promuovere uno stile di vita più lento, meno frenetico e nevrotico, in particolare e in positivo si deve valorizzare la convivialità, lo sviluppo sostenibile e l’equilibrio alimentare pe una vita quindi più sana sotto vari punti di vista.

Per diventare una città Slow, occorre superare criteri molto rigidi che tra le altre cose prevedono l’appartenenza ad una cultura distinta e visibile; le città devono seguire dei principi guida come sfruttare soprattutto le risorse locali, limitare l’inquinamento atmosferico, e acustico e puntare sempre maggiormente sullo sviluppo sostenibile. Inoltre l’agricoltura biologica è da favorire ed implementare ;le città slow della Toscana sono una quindicina; Greve in Chianti, Anghiari, Barga, Capalbio, Bucine, Pratovecchio stia, Castelnuovo Berardenga, massa Marittima, Cutigliano, Civitella in Val di Chiana, San Miniato, San Vincenzo e Suvereto.
A pochi km di distanza da san Miniato , e dalle altre località rinomate, Pisa offre tante soluzioni meritevoli di sosta , troviamo qui tra gli hotel più confortevoli e dalle diverse tipologie di camere e servizi; l' hotel PisaValdera è ubicato in posizione ottima per fare tappe tra le varie città slow, Situato lungo la superstrada Firenze – Pisa – Livorno, presso l’area di servizio di Gello, a soli 18 km dall’aeroporto Galileo Galilei di Pisa, a 22 km da Livorno, 35 km da Lucca, 40 km da Firenze e 44 km da Volterra. Le sue 68 camere sono in grado di soddisfare , la clientela più esigente, alla ricerca di un punto di riferimento per i propri viaggi sia Business che Leisure.
Un progetto molto interessante è, inoltre , L’Arca del gusto; realizzato dall’associazione Slow food , in collaborazione con la regione Toscana nasce a Firenze riguarda un elenco internazionale di prodotti locali e tradizionali che potrebbero estinguersi ben presto. La globalizzazione e l’industrializzazione sono infatti minacce reali. Sono circa 40 i prodotti tra cui la cipolla di Certaldo, il lardo di Colonnata, il manzo di razza chianina , la patata rossa di Cetaca , il fico secco di Carmignano, il pecorino della montagna pistoiese ,la bottarga di Orbetello.

Tra i tanti insaccati presenti nel catalogo c’è la squisita mortadella di Prato che ha come aroma l’Alkermes; il Buristo , un insaccato di suino prodotto soprattutto nella zona di Siena, o anche il tarese del Valdarno, una inusuale pancetta insaporita con aglio, scorze di arancia e pepe. Il consiglio, laddove ce ne fosse bisogno a questo punto.., non può naturalmente che essere quello di assaggiare questi prodotti che garantiscono una vera e propria deliziosa esperienza sensoriale gastronomica.  

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